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Se si cura solo una malattia si vince o si perde....se si cura la persona si vince sempre.

(P.A.)

Cos'è

l'Hospice?

L'Hospice è una struttura sanitaria a carattere residenziale, nata per accogliere e assistere, persone con una malattia inguaribile, le quali vengono comunemente definite "malati terminali".

A chi

si rivolge

la cura in Hospice?

A persone con una malattia grave e in fase avanzata, le quali non rispondono più a trattamenti di cura finalizzati alla guarigione.

La persona accolta all'Hospice Madonna di Fatima è quindi una persona con una patologia in fase terminale (oncologica e non) per la quale non risulta più adeguata un'assistenza in ospedale o nella propria dimora, necessitando invece di un altro tipo di cura.

Chi cura

in Hospice?

Trattandosi di una cura "globale", necessita dell'intervento di un'equipé multidisciplinare, ovvero di un gruppo di operatori ricoprenti molteplici professioni sanitarie per rispondere ai diversi bisogni del paziente: Medici Palliativisti, Psicologa, Assistente Sociale, Infermieri, Fisioterapista e Operatori socio-sanitari.

Parte integrante e fondamentale di questo tipo di cura è svolta dai volontari i quali, adeguatamente formati, contribuiscono al raggiungimento dello scopo: l'umanizzazione dell'assistenza, ovvero il saper favorire un percorso umano e partecipato in cui il malato non è visto come mero portatore di una patologia, ma come persona, con i suoi sentimenti, le sue conoscenze e la sua storia.

Quale cura

in Hospice?

Al pari di un assistenza medica ospedaliera, anche la cura in Hospice è "globale": la persona malata viene infatti assistita 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, mediante una cura specifica che risponde a tutti i suoi bisogni. 

Si tratta della cura palliativa, ovvero di quella cura fondata su interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, il cui obiettivo primario è il miglioramento della qualità di vita del paziente, mediante terapie di controllo del dolore, degli altri sintomi fisici e l'accompagnamento nelle problematiche psicologiche, sociali e spirituali proprie e dei suoi familiari.

Come essere curato

in Hospice?

L'inserimento in Hospice avviene sulla base di una specifica richiesta da parte del:

  • medico di medicina generale;

  • singolo utente e / o familiare;

  • reparto ospedaliero;

  • servizi sociali.

La richiesta, corredata da apposito modulo compilato in tutte le sue parti, deve essere inoltrata all'ATS presso il Punto Unico di Accesso (PUA) presente nel distretto territoriale di residenza

Quali costi per la cura

all'Hospice Madonna di Fatima?

L'Hospice Madonna di Fatima non prevede nessun costo a carico del paziente, in quanto il servizio risulta convenzionato ed è quindi a totale carico del Servizio Sanitario Regionale.

Contatti

dell'Hospice Madonna di Fatima

Per ricevere ulteriori informazioni sul servizio e sulla modulistica utile all'inserimento, contattaci al numero 070 8988094 tutti i giorni dalle 9 alle 18

Oppure scrivi al nostro indirizzo e-mail: hospicemf@tiscali.it

E' una struttura sanitaria sviluppata su tre piani, sita nella zona residenziale di Sa Tiacca

(Comune di Quartu Sant'Elena) a pochi passi dal mare.

La struttura sorge all'interno di un ampio giardino, concepito come prolungamento esterno degli spazi "non  sanitari" e destinati invece allo svolgimento da parte di pazienti e familiari, di attività quotidiane.

HOSPICE MADONNA DI FATIMA

FOCUS
ABOUT
L'Hospice: LE ORIGINI

 

Il termine Hospice deriva dal latino Hospitium,

luogo in cui il pellegrino veniva accolto, nutrito, rispettato, riverito e preso in cura. Riprendendo il suo significato originario, il termine inglese Hospice, sta ad indicare proprio quel luogo che accoglie e si prende cura dei malati terminali nel loro viaggio di fine vita.

Il primo Hospice è nato ad opera di Cicely Saunders, nei pressi di Londra nel 1968: il St. Cristopher Hospice.

L'idea che sta alla base di questo approccio assistenziale, fu definita "Movement Hospice": una vera e propria disciplina medica di cura, riconosciuta a livello internazionale, il cui fondamento è rappresentato dalla centralità della persona in fase terminale di vita. Si caratterizza per la presa in carico globale della persona nella fase avanzata della malattia, tenendo conto non solo degli aspetti clinici (trattamento del dolore, sofferenza e degli altri sintomi), ma anche di quelli psicologici, sociali e spirituali, non solo del paziente, ma anche dei suoi famigliari.

L'Hospice: LE ORIGINI

FOCUS       ABOUT

La Legge n. 38 del 15 marzo 2010, rubricata “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” sancisce per la prima volta il diritto per il cittadino di accedere a questo tipo di cure e di terapia. 

Per le cure palliative individua quattro livelli di assistenza alla persona, distinti sulla base del percorso specifico attraverso il quale il malato viene assistito e sulla base dello stato evolutivo della patologia: 

1) Ambulatoriale (CPA) per persone in grado di accedere autonomamente alle cure;

2) Domiciliare (CPD), se impossibilitato, fisicamente o materialmente a raggiungere l'ambulatorio nel proprio domicilio;

3) Day Hospice, per persone che necessitano di un'assistenza specifica durante la giornata;

4) Servizio Hospice, all'interno di una struttura specialistica dedicata.

La normativa sulle cure palliative

La normativa sulle cure palliative

FOCUS       ABOUT

La cura in Ospedale e la cura in Hospice: quale differenza?

La differenza tra hospice e ospedale è definita dall’obiettivo di cura delle due realtà assistenziali.

 

L’ospedale attraverso un processo di diagnosi e cura ha l’obiettivo di perseguire la guarigione, la stabilizzazione e il controllo del quadro clinico del paziente.

 

Quando invece la malattia non volge alla guarigione o alla sua stabilizzazione, e ha un’evoluzione non controllabile che progressivamente conduce verso la fase terminale della vita della persona, cambia l’obiettivo di cura. Ecco allora che l'Hospice diventa la realtà assistenziale più appropriata per la cura del paziente.

La cura in Ospedale e la cura in Hospice: quale differenza?

 
L' Associazione dei Volontari
Amici dell'Hospice Madonna di Fatima

NASCE

l’8 settembre 2011, alcuni mesi dopo l’inaugurazione della struttura Hospice Madonna di Fatima.

Elemento fondante e decisivo per la sua costituzione è stato il riconoscimento che le realtà come l’Hospice e le Cure Palliative rappresentano una risposta essenziale al bisogno del malato terminale e a quello dei suoi familiari, non solamente sotto il profilo clinico, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto umano.

CON QUALE ORIZZONTE?

 Il percorso dell’Associazione è iniziato con dei gesti semplici, come la cura quindicinale della Liturgia della Messa e la compagnia ai pazienti e ai loro familiari.

Fin da subito, inoltre, è apparsa chiara

la necessità di far conoscere e diffondere la cultura dell’Hospice e delle Cure Palliative, attraverso iniziative che in varie forme ne rendessero note la presenza e l’attività sul territorio.

COSA E' ACCADUTO IN QUESTI ANNI?

Spesso con i pazienti è nato un dialogo molto profondo, in cui abbiamo visto emergere speranza, domande sulla vita e sulla morte e sul senso del dolore. Tante volte è stato sufficiente essere presenti solo con una condivisione silenziosa e discreta fatta di piccoli gesti, di sguardi, di carezze, altre volte invece ci siamo trovati a condividere con loro anche momenti di fatica e di dolore più intensi, accompagnandoli come ci è stato possibile.  

Ma la scoperta più grande e per certi versi "inaspettata", è stata quella di poter condividere con loro anche tanti momenti di gioia e di festa: abbiamo partecipato alla celebrazione delle nozze d’oro di una paziente, al battesimo del nipotino di un’altra; ai festeggiamenti del compleanno di tanti degenti, a grigliate e canti sotto le stelle; alla visione di film, a momenti culturali di presentazione di libri o di opere di musica classica, a pranzi organizzati ad hoc, a serate con the e pasticcini; a feste di carnevale, Natale e Pasqua. E dopo questi momenti una cosa in particolare ci ha sempre lasciato attoniti: l’attenzione e la gratitudine di coloro che partecipano, segno che per essi, pazienti o familiari, non prevale il “non c’è più niente da fare”, ma la volontà di vivere ancora ogni istante con intensità e speranza. 

PERCHE'?

Per il desiderio che nessuna persona possa essere lasciata sola nella fase più critica della propria malattia, quando la sofferenza e la fatica sono più acute e quando, spesso, si manifesta in modo decisivo la domanda di un senso e di un significato per quanto si sta vivendo.

COSA SOSTIENE IL NOSTRO "FARE"?

Ogni volta che stiamo davanti ad un paziente o ad un suo familiare,

ogni volta che condividiamo con loro un momento di dolore o di gioia, 

ciò che ci consente di stargli vicino e di sostenerli è ricordarci che siamo davanti a delle persone. 

C'è la malattia per il paziente che la vive, c'è la difficoltà nell'affronto di un momento di prova per il familiare che gli sta accanto, ma la persona rimane persona, e in quanto tale ha sempre un valore e una sua dignità che deve essere affermata, sostenuta e amata, fino all'ultimo istante di vita.

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L'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO

in occasione di una cena preparata da loro in Hospice 

per incontrare i medici di famiglia del distretto e diffondere la cultura delle cure palliative

Roberto, membro dell'Associazione festeggia carnevale con Vivì

I membri dell'Associazione insieme a pazienti e familiari in occasione della Via Crucis annuale organizzata nel circondario dell'Hospice

Tu sei Prezioso ai Nostri Occhi

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Lucia e Mara servono thè e biscotti preparati in casa a Grazia, che intanto si diletta insieme alla sorella a fare una partita a carte